martedì 4 dicembre 2018

Antonio di Lorenzo - Tutte le anime perse - recensione di Mariano Ciarletta.


Da Praga a Tromsø, da Londra al Grand Canyon, tutte le anime che si rincorrono, che collidono e si scambiano qualcosa attraverso sguardi, mani e parole sono destinate a darsi appuntamento tra questi versi, nel tempo del ricordo o della vita che si fa fiume, accadendo[1]. In effetti è proprio ciò che emerge dalla giovane poesia di Antonio di Lorenzo, giovane e promettente poeta che nella sua raccolta Tutte Le Anime Perse introduce un susseguirsi di versi i quali, come i suoi viaggi, sembrano non volersi arrestare e arrivano diritti alla curiosità del lettore che può respirare, attraverso le pagine della raccolta, il vero nucleo, l’io poetante del Di Lorenzo, il quale si fa testimonianza vera e tangibile come esperienza-frammento di vita. Un susseguirsi dunque di ambienti, trame, sentimenti diversi, soprattutto di persone ed anime diverse. Così Antonio di Lorenzo è in una bionda irlandese che vuole scoprire i segreti che lo straniero nasconde col cuore aperto, come colui avverte un pathos suo ma che si contestualizza in un sistema naturale più grande: Di quel fiore reciso non mi resta che il silenzio della veglia e ancora, come chi sperimenta l’andare oltre, forse verso un venirsi incontro? Un perdono? Una condivisione? Vorrei aprire il mio cuore di fronte a quel tranquillo sorriso ma mi ferma la barriera che tu stessa hai costruito. Ma la poesia di Antonio di Lorenzo sa sperimentare anche la solitudine, specialmente quella amorosa in maniera consapevole: questo amore resterà vuoto e senza grida come un uomo che i suoi giorni ha esaurito.

 Recensione di Mariano Ciarletta

Non capisco perchè 
questi alberi continuino ad oscillare
se il nostro amore non dondola più
e la natura vi era sincronizzata
la luce del nostro sentimento
irradiava
tutto il cosmo
ed il sole in risposta
lo imitava.
(Antonio Di Lorenzo)


[1] Antonio Di Lorenzo, Tutte le anime perse, prefazione di Max ponte, Torino 15 Maggio 2018, p.5.

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